Eh. Sono felice. Ma anche no. Insieme.
Sono contenta per mille cose. E disperata, preoccupata, stressata per mille altre.
Ieri mi sono addormentata felice perchè fuori una cicala mi cullava. Il mio ultimo pensiero è stato: ho una cicala che canta solo per me, cos'altro mi serve. Poi un sonno profondo.
Questa mattina mi sono svegliata con l'ansia. Tutto mi sembrava difficile, mi sono pure rovesciata il caffè addosso, porca eva. E non volevo andare a lavorare. E avevo ragione. Perchè è stata una giornata infernale, per tutti. E quando ad un certo punto un intervento divino ha fatto tirare un generale sospiro di sollievo, una collega mi ha detto: che hai Alle, così ce la possiamo fare, non sei contenta? No, non ci credo più. Domani ci sarà un altro problema. Non ce la faremo, vedrai.
Vedrai.
Poi sono tornata a casa, e la mia cugina preferita, o meglio una delle due, mi chiama per dirmi, che vaffanculo, lei ha preso 100/100 alla maturità. Che si è fatta un culo come porta capuana, ma ha preso 100. E al
Grazie, Alle, davvero, grazie di tutto, avrei voluto piangere, ma piangere di gusto, di commozione, di orgoglio. Che saperla felice è un'emozione che non potete sapere. Che se oggi so quanto poco valga quel voto, diomio, ve lo ricordate quanto valeva allora? Oggi lei è felice.
A anche io. Per lei. E per la mia coppia preferita in assoluto che sta per fare una creaturina tutta ricci e occhioni scuri. Per la risoluzione della parte dell'incidente che mi preoccupava di più. E per il mercato di Rimini sabato prossimo. Per l'Italia campione del mondo. Per tutto insomma.
Sono felice. Per un attimo lo sento, distintamente. Sono felice.
Poi basta. Poi diventa tutto nero.
Un bip del telefono mi dice che qualcuno mi sta cercando. Ma non mi alzo, non voglio sapere chi è. So già che sarà un problema. E non ce la faccio oggi, non reggerei altre brutte notizie. Lo so, un attimo fa ero felice. Ma era un'altra vita. Ora sono infelice. Perchè devo farmi un culo come porta capuana, ma i tempi della scuola sono finiti, e nessuno me li ridarà. Perchè vorrei solo essere abbracciata forte. Perchè le persone si aspettano che io vado loro incontro, ma io ho bisogno che loro vengano verso di me. Perchè mi mancano i miei amici. E loro nemmeno lo sanno.
...
E ora sono qui. Sdraiata a letto. Che penso che non si può mantenere un equilibrio, anche precario, in questo modo, che non posso oscillare tra l'estasi e la disperazione di continuo, così velocemente che mi gira la testa.
Ora per esempio, non sto nè bene, nè male. Nè felice nè disperata. Nulla. Solo esausta.
Ma fuori le cicale cominciano a cantare. Di nuovo. Solo per me.